Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco

Il gatto è agile, veloce, ma soprattutto imprevedibile. Si capisce facilmente, allora, che rinchiuderlo in un sacco non è per nulla un gioco da ragazzi.
Inutile dire di averlo acchiappato prima di averlo effettivamente fatto. I gatti, poi, hanno delle risorse quasi inspiegabili e sanno come liberarsi anche in situazioni apparentemente disperate: non per niente si crede che il gatto abbia sette vite.

Non si è, insomma, mai certi di averlo a propria disposizione in quanto è sfuggente per natura e ha sempre qualche risorsa nascosta per cavarsi fuori dai guai.

Le origini di questo modo di dire sono incerte. Una sua variante, anch’essa molto conosciuta e dalle origini meno fumose, è: “non dire quattro se non ce l’hai nel sacco”, e ha origini semplici, provenienti dal mondo contadino dove era consigliabile usare cautela e non far conto sulla quantità di beni a disposizione (in alcune versioni provenienti da altre lingue romanze grano o noci), prima di averli davvero raccolti. La variante che usa il gatto al posto del quattro è attestata con certezza dal 1967 (nero su bianco su un Bignami del tempo) ma di certo nel parlato popolare ha radici ben più profonde e quasi sicuramente ha seguito, come una gemella, la storia del proverbio che usa il quattro.

scaricala e usala!! ·dilloconemoticards

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